giovedì 20 maggio 2010

Facili aforismi sul Comunismo per i bambini in Rete. Cura Claudio Di scalzo detto Accio




                                     






Pier Paolo Pasolini
Bandiera Rossa, ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli.

Karl Marx
Che ciascuno dia secondo le proprie capacità, che a ciascuno sia dato secondo le sue necessità.

Karl Marx
Il comunismo non toglie a nessuno il potere di appropriarsi dei prodotti sociali; toglie soltanto il potere di soggiogare il lavoro altrui mediante questa appropriazione.

Karl Marx
Il comunismo, per noi, non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano dal presupposto ora esistente.

Karl Marx
L'ideologia dominante è sempre stata l'ideologia della classe dominante.

 Michail Bakunin
La libertà senza socialismo è privilegio, ingiustizia; il socialismo senza libertà è schiavitù, barbarie.

Carlo Cafiero
Non solo l'ideale, ma la nostra pratica e la nostra morale rivoluzionaria sono eziandio contenute nell'anarchia; la quale viene così a formare il nostro tutto rivoluzionario. È per ciò che noi l'invochiamo come l'avvenimento completo e definitivo della rivoluzione; la rivoluzione per la rivoluzione.

Ernesto Che Guevara
Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo. E' la qualità più bella di un buon rivoluzionario...

Karl Marx
Uno spettro si aggira per l'Europa, è lo spettro del comunismo.



a cura Claudio Di scalzo detto Accio




  

giovedì 13 maggio 2010

Marc Chagall: "Pace ai tuguri guerra ai palazzi". Album del Comunismo 2 - A cura di Claudio Di Scalzo detto Accio








Il pittore Marc Chagall interpreta, in questo disegno, la vocazione del proletariato russo più cosciente ad andare oltre la rivoluzione del febbraio 1917. Rivoluzione anche appoggiata dalla borghesia russa per consentire uno sviluppo economico al paese. L’uomo grida. “Pace ai tuguri, guerra ai palazzi”. Invocazione e motto che già era comparso nel socialismo ottocentesco e nel ’48. Ben presto arriverà l’Ottobre rosso dei bolscevichi che metteranno fine alla presenza della Santa Russia nel conflitto mondiale. Il pittore Marc Chagall abbandonerà la Russia anni dopo. Sia per dissenssi verso l’ala dei pittori cubisti e maggiormente dentro al disegno egemonico bolscevico, sia per esigenze derivanti dal suo essere ebreo e artista con una spiccata poetica individuale.

(a cura di Claudio Di Scalzo detto Accio)



  

domenica 9 maggio 2010

Claudio Di Scalzo detto Accio: “Trotskij attore a New York”. Album del Comunismo 1

 

                                                           





Claudio Di Scalzo detto Accio

TROTSKIJ ATTORE A NEW YORK


A New York, in esilio, Lev Trotskij fece l’attore. Questa la testimonianza comparsa sull’Herald Tribune nel 1932. “Leone Trotskij, il signore della guerra rossa, non aveva sex-appeal davanti alla macchina da presa. Non l’aveva proprio, dice Harry T. Morey, il Clark Gable desi suoi tempi, che lavorava accanto a Trotskij nel film La mia moglie ufficiale. Racconta ancora Morey: Trotskij era un extra pagato cinque dollari al giorno. Doveva anche sovrintendere all’atmosfera russa, perché il film era ambientato in Russia e si pensava che lui dovesse sapere ciò che andava bene e ciò che andava male. Io ricordo Trotskij come una persona riservata, quasi timida, che sembrava fuori dal suo elemento. Come attore era una frana perché non aveva una personalità particolare. Ma se vi capitava di parlargli, non sembrava più un tipo comune; vi colpivano la sua vasta cultura, le sue maniere, le sue idee personali. Parlava un buon inglese con un leggero accento straniero. Discorreva di cose di tutti i giorni; mai di socialismo Né di politica, per quanto ricordi”.




   

sabato 8 maggio 2010

Claudio Di Scalzo detto Accio/Margherita Stein: Cartolina situazionista per la ex rivoluzione non vista




                                                     Cds "Cartolina situazionista...", 1973





Negli anni Sessanta e primi anni Settanta la Mail Art recuperò alcune "provocazioni" situazioniste per l'utopia di un comunismo creativo e delirante. Il mio amico Claudio Di Scalzo detto Accio pensava con questi divertimenti tardo-francesi e da pop art al servizio del proletariato pisano di correggere l'ossificato marxismo-leninismo della sinistra extra-parlamentare dove militava! In Lotta Continua. Illusioni! Neppure il movimento del '77 riuscì a proporre politica e fantasia se non in alcune occasioni di convegni. Poi tra le BR e altre follie armate c'era ben poco spazio per la creatività nel comunismo nostrano. Alcune cartoline le ho conservate. Cioè non avendole mandate in giro stanno incorniciate in vetro-vista nel settore socialismo utopistico della biblioteca: da Fourier al Situazionismo! Guy Debord permettendo... (Margherita Stein)



  

Claudio Di Scalzo detto Accio: I pensieri del gatto di Lenin... Gattov Lenino










Claudio Di Scalzo detto Accio

I PENSIERI DEL GATTO DI LENIN... GATTOV LENINO


Dove porterà la rivoluzione comunista russa? Io gatto di Russia e gatto del compagno Lenin e di più di sua moglie Nadezda avrò abbastanza anima per sopportarne le sorti? Il rivoluzione trasfigura anche la vita dei gatti e sono più acculturato della media visto la casa che abito! per capirlo e gatteggiarci sopra! - Il comunismo russo sarà come il bombo del gelso che trangugia la foglia e ne secerne la seta, speriamo che non ci siano buchi dove possano rientrare i cani feroci a sbranarci.




    

martedì 4 maggio 2010

Marx a fumetti. Riquadro base con massima di Claudio Di Scalzo detto Accio

 




Quando un’opera che può essere riprodotta a fumetti o illustrata ne incontra un’altra che non ha la stessa potenzialità, la prima vince nell’immaginario collettivo. La stessa legge vale per la Rete.



Massima raccolta da Ugo Sentito in una conversazione telefonica alle due di notte
 con Claudio Di Scalzo


     

lunedì 3 maggio 2010

Karl Marx: La “singolare” morale dell’economia politica. Biblioteca rossa 1 - a cura Claudio Di Scalzo

 



Ampia è la mia biblioteca domestica di libri sul Comunismo. Ma su tutti il Canone e cioè i libri di Marx. E utili antologie. Come questa pubblicata da Feltrinelli nel 1969. Curata da Iring Fetscher. Feltrinelli non ha più ristampato questa antologia formata da tre volumi. Marx e i marxisti, i comunisti, sono stati fonte di accumulazione originaria capitalistica per questa casa editrice, ma oggi si tira indietro; ed allora a far conoscere il Marx, compreso quello che propongo dai Manoscritti Economico-filosofici del 1844, non può che esser compito di COMUNISMO TRANSMODERNO e di altri blog interessati ad usare questo pensiero come forma di disvelamento dell’esistente e strumento di lotta egualitaria. Claudio Di Scalzo


LA SINGOLARE “MORALE” DELL’ECONOMIA POLITICA

Questa scienza della mirabile industria è parimenti la scienza dell'ascesi, e il suo vero ideale è l'avaro ascetico ma usuraio, e lo schiavo ascetico ma produttivo. II suo ideale morale è l'operaio che porta alla cassa di risparmio una parte del suo salario; e per questa sua idea prediletta essa ha trovato persino un’arte servile. Tutto ciò è stato portato sulla scena in forma sentimentale. L'economia politica è quindi, nonostante il suo aspetto mondano e lussurioso, una scienza realmente morale, la più morale dì tutte le scienze. La rinuncia a se stessi, la rinuncia alla vita e a tutti i bisogni umani, è il suo dogma principale. Quanto meno mangi, bevi, compri libri, vai a teatro, al ballo e all'osteria, quanto meno pensi, ami, fai teorie, canti dipingi combatti, ecc, tanto più risparmi, tanto più grande diventa il tuo tesoro, che né i tarli né la polvere possono consumare, il tuo capitale...
Cosi tutte le passioni e tutte le attività devono andare a finire nell'avidità di denaro. L'operaio può avere soltanto quanto basta per voler vivere; e può voler vivere soltanto per avere... (Manoscritti economico-filosofici del 1844, Einaudi, Torino, 1949, p. 139 sg.)

Ma se io chiedo agli economisti: forse che non ubbidisco alle leggi economiche, se traggo profitto prostituendo e offrendo in vendita il mio corpo alla voluttà altrui (gli operai delle fabbriche in Francia chiamano la prostituzione delle loro mogli e delle loro figlie la decima ora di lavoro, il che è letteralmente vero); oppure non agisco forse economicamente vendendo un mio amico ai marocchini (la vendita diretta degli uomini, come il commercio dei coscritti, ecc. si verifica in tutti i paesi civili)? Allora gli economisti mi rispondono: certamente tu non vai contro alle mie leggi; però, sta un po’ attento a quel che dicono la signora morale e la signora religione. La mia morale e la mia religione fondate sull'economia politica non hanno nulla da opporti, ma... Ma a chi mai io debbo più credere? alla economia politica o alla morale? La morale dell'economia è il guadagno, il lavoro, il risparmio, la sobrietà; ma l'economia politica mi promette di soddisfare i miei bisogni. L'economia della morale è la ricchezza in fatto di buona coscienza, di virtù, ecc; ma come posso essere virtuoso se non sono, e come posso avere una buona coscienza, se non so nulla? Nella natura stessa dell'estraniazione è fondato il fatto che ogni sfera mi presenti un criterio di misura diverso ed opposto, uno la morale, un altro l'economia politica; e infatti ognuna di queste due sfere rappresenta un modo determinato di estraniazione umana e fissa un ambito particolare di attività essenziale estraniata, (op. cit., p. 141 sg.)