venerdì 24 giugno 2022

Claudio Di Scalzo: Comunismo nello Spazio. Dedicato ad Adriano Sofri. Every day an illustrated Communist Texte

 

ACCIO: COMUNISTI NELLO SPAZIO




Claudio Di Scalzo

COMUNISMO NELLO SPAZIO 

Dedicato ad Adriano Sofri. 

Every day an illustrated Communist Texte


Siccome sulla Terra regnano gli ex comunisti da Roma a Mosca a Pechino; dall’EX LOTTA CONTINUA all’EX-PCI all’EX PCUS all’EX-PCC tutti devoti, oggi, all’Imperialismo capitalistico e impegnati in guerre disastrose contrapposte sul campo sui media sul web: il COMUNISMO viaggia verso lo Spazio e nel sistema solare da comunistizzare.

Gli Ex-Comunisti pisani del BATTAGLIONE EX-LOTTA CONTINUA NIPOTI DI KARL KAUTSKIJ guidati da ADRIANO SOFRI hanno cercato di sabotare il Razzo DALLA TERRA ALLA LUNA dei COMUNISTI NIPOTI DI JULES VERNE.

I Comunisti Livornesi han salvato la partenza e gridato dall’Oblo RINNEGATI ad ADRIANO SOFRI e compagnia.

 

NOTA SPAZIALE

Dal 1976, data di scioglimento di LOTTA CONTINUA, a cui aderii fin dalla fondazione, 1969, e prima ancora a POTERE OPERAIO pisano, 1968, sedicenne, nel Movimento Studentesco,… avevo perso di vista i dirigenti e organizzatori: oggi abbondantemente settantenni e ottantenni e tutti EX COMUNISTI impegnati a fianco dell’IMPERIALISMO USA/EUROPA/UCRAINA contro l’IMPERIALISMO RUSSO… scelgo di ricordarli con l’UMORISMO. Del resto un po’ mi fanno pena un po’ sono comici.

 


lunedì 13 giugno 2022

Claudio Di Scalzo Detto Accio: Se Sofri va in Ucraina al Comunismo di Ieri e di oggi porta rovina. Anche sul giornalismo mediocre nei tempi della Società Spettacolarizzata e Orrorifica ove gli ex comunisti ne fan Teatro Linguistico Mediocre.

 




CLAUDIO DI SCALZO DETTO ACCIO

SE SOFRI VA IN UCRAINA 

AL COMUNISMO DI IERI E DI OGGI PORTA ROVINA. 

ANCHE SUL GIORNALISMO  

NEI TEMPI DELLA SOCIETÀ SPETTACOLARIZZATA ORRORIFICA 

OVE GLI EX COMUNISTI NE FAN TEATRO LINGUISTICO MEDIOCRE. 


(…) Preparandomi a venire, ho imparato che a Mykolaiv visse il piccolo Isak Babel’, e nacque, oltre al venerato ultimo rabbino Lubavitch, Menachem Mendel Schneerson (1902-1994), e alla splendente modella, attrice e partigiana Assia Granatouroff (1911-1982), quel Paul Baran (1910-1964) che con Paul Sweezy, alla direzione della Monthly Review e con il libro sul Capitale monopolistico, fu tra i padri putativi del Sessantotto a suo modo marxista. (…) ADRIANO SOFRI








Adriano Sofri se n’è ito in Ucraina e da lì, Mykolaiv e Odessa e dintorni, scrive per IL FOGLIO e gli articoli vanno pure sulla sua bacheca Facebook: dove ha i suoi seguaci più o meno osannanti più o meno anticomunisti sfegatati e nel soldo reazionario mettono Putin e Lenin a pari. Da ex comunista e da giornalista che ama stare in vista, rima, emergendo dalla sua biografia che lo riconduce alla fondazione di Lotta Continua della sinistra extraparlamentare con progetto la rivoluzione, cerca come i pesci che saltano emergendo dal tormentoso mare del pentimento, di presentarsi con altro ossigeno e branchie: commentando con l’idea, banalmente nel riuso, pirandelliana, che lì, in Ucraina, si operi un rovescio: i russi allora liberatori oggi sono come i nazisti occupanti: gli ucraini partigiani i russi hitleriani. E non è finita qui, dalla II Guerra Mondiale si passa a Comiso anni Settanta del '900. Anche qui Sofri opera un rapinoso rovesciamento. C'è una maglietta che vien da Comiso per l'Ucraina assalita?! Sì!, che commozione! Ma allora a Comiso degli sballati antimilitaristi protestavano contro i MISSILI NATO obliando che c'eran quelli del PATTO di VARSAVIA. 

Qui SOFRI mi dà una leggera nausea. A Comiso c'era una bella generazione comunista che ben sapeva cos'era il COMUNISMO POST STALINIANO IN URSS. Cioè non Socialismo non Comunismo. Prendere in giro la loro dabbenaggine vuol dire mancare di rispetto a migliaia di compagni compresi chi Lotta Continua non l'aveva mai diretta ma aveva dato magari la vita anni di carcere persecuzioni per lottare contro l'IMPERIALISMO da ogni parte provenisse. 

Questa nota sul suo stile decostruzionistico la storia ad usum pentimentum pro-NATO apre a quanto nessuno osa scrivere: e cioè che il giornalismo di Sofri, ancorché lui aspiri ad esser scrittore-narratore, è mediocre: banale. Anche perché usa il tono strappalacrime, la maglietta da Comiso, che i MEDIA TV e SOCIAL usano molto meglio di lui: con attori famosi volti di successo cantanti sull'onda di milioni di dischi venduti: altro che le poche copie de IL FOGLIO o il librettino Sellerio: metti i MOLESKINE o gli U2. Ah Sofri ma che stai a scrive...

Copia la tecnica che fu di ben altro giornalismo di guerra, metti di un Cornelius Ryan, Sbarco in Normandia e Battaglia di Berlino, di dare la parola a molteplici voci narranti, epperò, come tutti gli ex comunisti, ci ficca qualcosa che stona: che deve andare a sminuire il comunismo. La spia in questo suo testo è il richiamo a Paul Baran (1910-1964) costì nato che con Paul Sweezy scrisse un libro basilare sul Capitale Monopolistico. Sofri qui, sarà l’età, è svanito di mente?, rivela che il libro non l’ha mai letto oppure che avendolo letto lo travisa: perché in esso, e in altri come ad esempio Il Presente come Storia, il due marxista e, ribadiamolo comunista, che secondo Sofri ispirò il ’68, “a suo modo marxista?” (scrive. E comunista no?? cosa ci faceva lui in Potere Operaio Pisano dietro le falci e martello?)… s’afferma che LE SPESE MILITARI sono il tratto caratteristico d’ogni IMPERIALISMO che genera GUERRA. Esattamente, neh, Ah Sofri o’ che tu fai lì tra i riordi ove altro ti scordi?!, a quanto operano America Ucraina Russia: Armi e Surplus con cui, scrivevano Baran e Sweezy, si arricchiscono le classi dominanti. Anche quelle che possiedono i giornali e ovviamente i social. By by ex compagno.  




giovedì 9 giugno 2022

Claudio Di Scalzo detto Accio: QUANDO CHARLY GAUL MAGLIA ROSA VINCEVA IL GIRO C’ERANO COMUNISTI DA CAPOGIRO. DEDICATO AD ADRIANO SOFRI AI NIPOTI DI KAUTSKIJ DI LOTTA CONTINUA E PARAGGI. CON QUESTO “RICORDO FAMIGLIARE” DO LORO LA MAGLIA NERA.

 
Libertario detto Lalo e Claudio detto Accio



 

Claudio Di Scalzo detto Accio 

QUANDO GAUL MAGLIA ROSA VINCEVA IL GIRO 

C’ERANO I COMUNISTI DA CAPOGIRO. 

DEDICATO AD ADRIANO SOFRI 

E AI NIPOTI DI KAUTSKIJ 

DI LOTTA CONTINUA E PARAGGI. 

CON QUESTO “RICORDO FAMIGLIARE” 

DO LORO LA MAGLIA NERA.  



Charly Gaul. 1956. Giro d'Italia


 

Mi-pà annando sur ‘amion a carià ir grano ne’ ‘ampi della Val di Serchio verso ir mare di Marina di Vecchiano mi raccontava l’èpia cicristìa. Mi riordo ella di Charly Gaul. Gaulle in vernaolo. Berga.

Era il 1960. Avevo otto o sette anni se li ‘ontavo da settimino nato l’otto dicembre 1952.

Lì duve viveva c’è un freddo boia.  Da strappatti la pelle.

Ti voglio raccontà ‘ome vinse ir Giro, Accio. Rammentà ir freddo a luglio gliè più facile. Col cicrismo poi intenderai anco ir ‘omunismo ‘ome dev’esse per arrivà a vince ir Giro d’Italia.

L’otto di giugno der 1956 Gaulle sul Bondone martellato dar vento dalla nève fitta ‘ome secchiata in ghigna vinse la Maglia Rosa e a ròta il Giro d’Italia. Lì seminò tutti perché divenne disumano nello sforzo nel volé giugne in cima.

Qui arivò in mànie ‘orte mezzo assiderato: blocco unìo con la bicicretta e per spogliallo duvettero taglia ‘on le forbici i vestiti. Riprese ad artiòlà la bocca doppo un bagno cardo bollente.

“la Tregenda” scrissero sui giornali. Nun c’è bisogno te lo tradùa. Mentre si passa vicino ar lago di Puccini che di ‘ose che possino fa’ omini  e donne al limite della sofferenza se n’intendeva. Gaulle invece di ‘antà… pedalava.

Avrai anco inteso che per realizzà ir ‘omunismo ci vogliono homini ‘osì. Ma in tanti. Tutti che pedalino con la stessa forza d’arìva in cima. E diventà esempio e leggenda per chi si vole unì al gruppo. Perché dopo ir freddo verrà la primavera.

Avevo inteso. Arrivammo nella tenuta del Salviati. Dietro la macchia de’ pini ci sono i ‘ampi. Di grano. A Migliarino Pisano.

Qui è tutto di proprietà dei duchi. Al tempo der Duce fascisti ora democristiani con simpatie verso i su’ eredi. Se prendevi un cesto di grano allora ti frustavino. Oggi se prendi un fagiano ti denuncino. T’àrestano.

Alcuni ‘ontadini, poini, salutavino mi-pà a pugno chiuso. L’altri a muso lungo. Alcuni sarebbero iti con Gaulle. L’altri avrebbero sgonfiato le rote alle loro biciclette.

In quest’estate del 2022, con la baraonda bellìa in giro, a scoprì tanti ex ‘omunisti di Lotta ‘Ontinua a comincià da Adriano Sofri e paraggi anco del PCI, ello che mi raccontò ir mi-babbo, Libertario di nome e Lalo di soprannome, mi fa mette la lapide mortuaria adatta ad esti Nipoti di Kautskij, che ‘amuffano oggi la guèra imperialista tra Amèria-Ucraina e Russia, ch’è ecònomìa, col le stesse parole che circolavano nel 1914: libertà, democrazia, aggressore e aggrediti e ‘osì via. Esti nipotini nell’anni doppo il 1968 e per tutti i settanta si dicevano pure leninisti. E comunisti.

Ma non l’erino. Non ànno sopportato la salita ir freddo ir rischio di moricci. Si sono fermati a bé la grappa e poi sono iti in vaanza al caldo. Lì stanno ancora.  Anco oggi. A glorifìà la democrazia liberale e capitalistìa. Allora i braccianti pagati tre lire. Oggi i braccianti pagati tre euro. Sfruttati qui e là. E loro esto spettaolo lo stanno a camuffà. Direbbe Lalo. Nun avevano né lo spirito né ir fìsio dei veri ‘omunisti. Mi sembra di risentì Lalo parlammi. Mé m’à preso in giro Togliatti, Gramsci nun l’avrebbe fatto, e te ir fondatore della Lotta Continua. Che non à retto ar freddo. Seppur l’abbia patito. À scerto ir caldo. Ma esto un comunista nun lo po’ fà. Sennò si battezza, da solo, rinnegato. Gliè semprice la storia del movimento operaio e rivoluzionario, Accio, nun c’è bisogno di intellettuali per capillo. Basta ir cicrismo.

 

NOTA 1

 

Scrivere questo breve racconto in espressionismo-vernacolo m'è costato parecchio. Avevo perso di vista fondatore e dirigenti di Lotta Continua. Anche come scrittori, poeti, opinionisti, dirigenti TV e così via. L'ho ritrovati schierati con l'Imperialismo americano-europeo contro l'altro imperialismo russo. Grazie a Lalo, alla mia storia famigliare posso affermare che se nel 1968, Sofri, m'appellò "Piccola guardia rossa", ai tempi del Potere Operaio pisano e del movimento studentesco, posso ribadire che ora sono "vecchia guardia rossa". Riassunto. Finale.

 

 

NOTA 2

 

La Maglia Nera nel giro è per chi arriva tra gli ultimi nel Giro d'Italia. Ma vale anche come posizioni reazionarie. 

 

martedì 17 maggio 2022

Claudio Di Scalzo detto Accio: LA TOMBA DI NIKOLAJ BUCHARIN NEL CAMPOSANTO VECCHIO DI PISA. EVERY DAY A COMMUNIST ILLUSTRATED TEXT. SULLA CHIESA ORTODOSSA SUL GRANO UCRAINO.

 

La tomba di Nikolaj Bucharin nel Camposanto Vecchio di Pisa

Tempera e carboncino su iuta - 50 x 70 - 17 maggio 2022

Every day a communist illustrated text




Claudio Di Scalzo detto Accio

LA TOMBA DI NIKOLAJ BUCHARIN NEL CAMPOSANTO VECCHIO DI PISA.

EVERY DAY A COMMUNIST ILLUSTRATED TEXT    

SULLA CHIESA ORTODOSSA SUL GRANO UCRAINO.

 

Com’è crudele il Dio del Materialismo Storico verbo che perimetra il comunismo agli abusivi in esso e non dà a te, Bucharin agrimensore, il rimedio della misura incontrovertibile per il proletariato. Tempo del socialismo inchiodato dai processi verso la guardia leninista sia cenere che concima, almeno. Su tutti il terreno, qui, nel Camposanto Vecchio di Pisa, dove hai tomba e ombra che testa batte d’infinto urlo di te tradito.

 

Sì, oggi che so quanto presto verrò messo a morte, sento il radioso miscuglio d’api nelle orecchie; dolgono gli zoccoli di me-mulo impuntato nell’ABC del Comunismo. Chissà perché vortica sotto le palpebre l’immagine del grano ucraino. Api; mulo che tira il carretto e s’impunta a non volerlo più trascinare; nel ventoso che sfinisce spighe e prepara il disastro del mancato raccolto. Cosa ne ricaverai Stalin scempiando nell’agguato del processo sorda sentenza quanto attraverso me appartenne alla Rivoluzione?   

 

 




Convinzione fondamentale che regge l’opera in progress: EVERY DAY A COMMUNIST ILLUSTRATED TEXT è che la storia del socialismo e comunismo sia una civiltà sepolta che va riportata in luce e su di essa costruire il presente di lotta antimperialista anticapitalista. Operando perché possieda una sua estetica-romanzo in immaginario, nei vari generi e temi, valida per il Duemila da affiancare alla politica-lotta.

 

Imputo, provando nausea, agli ex-comunisti della mia generazione ed a quelli più anziani - nel 1968 avevo sedici anni e Sofri, a Pisa, mi chiamo “Piccola Guardia Rossa” indovinandoci in pieno perché ora sono una “Vecchia guardia rossa” e non sono un ex comunista come lui - che chiamo i “Nipoti di Kautskij” rivelatisi sui media capitalistici e sul web dimentichi di ogni basilare fondamento marxista sulle guerre imperialiste sulla lotta di classe sui bisogni proletari nazionali e internazionali, di aver danneggiato, quasi irrimediabilmente, il movimento operaio e gli sfruttati delle classi antiche e nuove sottomesse al dominio capitalistico, di aver cancellato, obliato, deturpato, svilito, scempiato, mortificato, ridicolizzato, il vocabolario linguistico rivoluzionario costruito fin dal 1848, in stretta collaborazione con la narrazione alienata feticistica reazionaria promossa dai socialdemocratici dai liberali dai conservatori dai reazionari dalle strutture e sovrastrutture capitalistiche.

 

Uguaglianza tra le classi - Negazione della proprietà privata anche nella cultura - lotta senza fine al dominio di chi tutto mercifica: che sia lavoro vita atti sentimenti.

 

Senza neppure la dignità, i NIPOTI DI KAUTSKIJ, che ebbero di Koestler Serge Silone che militarono in formazioni marxiste antistaliniane e approdati alla socialdemocrazia riformista ebbero posizioni d’attenzione proposta verso le classi sfruttate e, soprattutto, a differenza degli ex comunisti post anni Settanta e odierni, scrissero libri di valore - non mediocri mal scritti zuppati nel pietismo interclassista e  politicamente corretto marca USA - che ancora servono a comprendere la tragedia del comunismo e la sua grandezza pure nei fallimenti sociali e individuali.

 

Pertanto, si necessita, di far riemergere, la Punta dell’iceberg del Comunismo, il suo vocabolario e vicende, come romanzo illustrato tragico e anche umoristico, e da lì ripartire nel Duemila con il Comunismo Transmoderno. Che  a differenza del Postmoderno non monta e smonta linguaggi ma ha il fine della lotta di classe rivoluzionaria: dunque un’etica e una visione materialistica della storia.

 

Oggi, in due tempi, mi dedico a Bucharin, e rivelo quanto serva conoscerne l’opera anche per capire la guerra imperialista, ideologia e concreta economia, in corso USA/NATO/EUROPA e FERDERAZIONE RUSSA. 





 

 Partiamo da questo testo estrapolato dalla “TEORIA DEL MATERIALISMO STORICO”.

 

“La chiesa ortodossa russa era una copia esatta dell’assolutismo bizantino-moscovita. Dio è l’imperatore, la madre di Dio è l’imperatrice, Nicola il taumaturgo e gli altri santi beneamati sono i ministri. Essi erano seguiti da tutto uno stato di funzionari (angeli, arcangeli, cherubini, serafini ecc). Tra questi cortigiani celesti sussiste una divisione del lavoro. San Michele è il comandante in capo, la madre di Dio è la prima donna di corte, Nicola è soprattutto il Dio della fertilità del terreno, il Santo Pantaleimone è una sorta di medico, Giorgio latore di vittoria è il divino guerriero ecc. A coloro che occupano i ranghi più elevati spettano anche i maggiori onori – scrigni più preziosi, abiti più fini, sacrifici ecc. Anche in Russia la lotta di classe ha ripetutamente assunto forme religiose (scissione, sette degli stundisti, dei flagellanti, dei molokani ecc). In conclusione ci limitiamo ad accennare al fatto che i termini russi che servono a designare la divinità rivelano chiaramente l’origine di queste graziose idee divine: Signore Iddio – gospodij è lo stesso che gospodin – signore: Dio – Bog ha la stessa radice di borogatij, il ricco. Dominatore, padre celeste, giudice, padre ecc – questi sono i termini con cui si designava il MONARCA SIGNORE FEUDALE, che nel popolo vede i suoi schiavi. Non per nulla la chiesa ORTODOSSA piaceva tanto all’assolutismo”

 

Leggere Bucharin, il suo MATERIALISMO STORICO, ci fa intendere come lo Spiritualismo zarista si sia riversato nella classe dirigente putiniana a partire dalla religione ortodossa. Che il bolscevismo combatté proprio per sviluppare la rivoluzione socialista e comunista. Pertanto inutile, mentendo, creare legami tra Zarismo-Bolscevismo-Imperialismo putiniano. Chi lo fa non sa né la storia del Movimento operaio e se lo fa è perché gazzettiere del capitalismo americano-europeo. Il MATERIALISMO STORICO, per interpretare le vicende storiche dalla parte degli oppressi, delle classi subalterne, è la grande conquista del marxismo. E serve tanto più oggi che la storia è ridotta a Feticci per i media alienati: Zerelskij contro Putin.

 

Vychinski, al processo staliniano contro Bucharin,nel 1938,  e altri bolscevichi, che lo porterà alla fucilazione, accuserà pure Bucharin  d’aver aver manipolato la rotazione delle colture con l’intenzione di consegnare l'Ucraina alla Germania nazista. Dal che si rivela il fondamentale ruolo di granaio ucraino che è oggetto delle mire imperialiste anche oggi.

 

Bucharin fucilato e innominabile fino a che Gorbaciov non gli restituirà la dignità di vittima va letto studiato esattamente come chi ne decretò la fine: il blocco stalinista. Stalin. Il romanzo tragico del ‘900 comunista i comunisti devono traversarlo intero. Perché Stalin come scriveva Mao non ha commesso soltanto errori e consapevolmente annientato ogni altra linea comunista, ha, pure con il partito e le masse russe, resistito all’accerchiamento capitalista che voleva distruggere non lui: ma l’idea stessa di uno stato socialista senza proprietà privata. Questo bisogna non scordarlo. E non cadere nella facile etichetta di TOTALITARISMO mettendolo a pari di Fascismo/Nazismo. O riducendo tutto a lotta tra fratelli secondo la favola ben funzionale inventata dai seguaci di De Maistre tra i vari Giacobini col Terrore a partire da Robespierre e Danton. Dobbiamo, ancora, avere come bussola il Materialismo Storico dove protagonisti sono le classi le loro lotte e l’economia che tutto mòve.

 









CLAUDIO DI SCALZO: EVERY DAY A COMMUNIST ILLUSTRATED TEXT. OGNI GIORNO UN COMUNISTA TESTO ILLUSTRATO. 17 MAGGIO 2022. BUCHARIN

 

SANGUE DI BUCHARIN - 17 maggio 2022 - cds


CLAUDIO DI SCALZO: EVERY DAY A COMMUNIST ILLUSTRATED TEXT.  OGNI GIORNO UN COMUNISTA TESTO ILLUSTRATO. 17 MAGGIO 2022.

 

Essendo operante da fine anni Settanta del ‘900 fino ad oggi 2022, da parti di EX COMUNISTI RINNEGATI, I più zelanti gli ex di LOTTA CONTINUA e della SINISTRA EXTRAPARLAMENTARE (Avanguardia Operaia, Potere Operaio, Autonomia Operaia)  il metodico smantellamento della storia del Comunismo del Socialismo dei movimenti Anarcolibertari, delle rivoluzioni proletarie nella storia contro lo sfruttamento capitalistico, a partire dalla Rivoluzione francese con Babeuf fino al 1848 fino alle rivoluzioni e guerre antimperialiste del novecento comprese le lotte anti-staliniste e anti-totalitarie che i comunisti combatterono contro la democrazia capitalista e contro il socialismo reale staliniano, fino alla Guerra di Spagna… svilupperò ogni giorno, su questo weblog, un comunista testo illustrato, nei vari generi estetici dove ho un certo mestiere rilanciando sui social su altri siti: EVERY DAY A COMMUNIST ILLUSTRATED TEXT

Questa mostra in progress telematica, si rende necessaria, perché lo smantellamento del dizionario-vocabolario del Movimento Operaio e Socialista-Comunista-Proletario-Antifascista è un danno enorme per il presente  e il futuro delle lotte contro il capitalismo Duemila. E mi dà nausea vedere come gli ex comunisti rinnegati che mancano, sistematicamente, di ogni rispetto con scritti e libri e articoli ai milioni di morti comunisti della storia; e per gli ex di LOTTA CONTINUA, anche verso tanti compagni dell’organizzazione che furono incarcerati torturati ammazzati col piombo. Io sono un ex di Potere Operaio Pisano e Lotta Continua, avevo sedici anni nel 1968, Adriano Sofri mi chiamò: “Piccola Guardia Rossa”. 

Ora sono una “Vecchia guardia Rossa” ma a differenza di lui, non mi sono pentito della mia giovinezza comunista. E vivo sempre da comunista l’età mia attuale. NO PASERAN, dicevano i compagni comunisti spagnoli nella Guerra Spagnola contro il fascista Franco e il capitalismo, da alcuni di Lotta Continua, oscenamente paragonati agli ucraini dei vari battaglioni Azov, oscenità!, e dalla mia trincea l’ideologia-prassi che impone il capitalismo imperialismo non è passata. Sulla mia tomba non ci saranno due date di vita, prima da COMUNISTA poi da RINNEGATO DEL COMUNISMO. È già una piccola santità.

A rinnegare finendone l’uso feticistico-merce di scambio valore, ci metto anche l’Editoria, la più celebre FELTRINELLI, che han creato la loro accumulazione originaria capitalistica con i DIARI DEL CHE  e centinaia di testi marxisti e poi hanno cassato questa editoria, o la MONDADORI con la pubblicazione di testi eretici del comunismo, come gli scritti di TROTSKIJ. La lista di ex comunisti antistalinisti poi passati in accademie università imprese capitalistiche banche ecc è lunghissima. Iniziò PARVUS teorico della “Rivoluzione Permanente” e poi attivo nei servizi segreti tedeschi dopo il 1918. Critico del leninismo. DUNQUE ci sono i NIPOTI DI KAUTSKIJ e i NIPOTI DI PARVUS!

 Il SOCIALISMO-COMUNISMO è il ROMANZO TRAGICO DELLA STORIA ED ANCHE IL PIù avventuroso ed anche il più umoristico, racchiude ogni genere tema avventura. è tempo che i protagonisti illustri e non illustri, siano ricordati e accanto ogni illustrazione.

 INIZIO CON NYKOLAY IVANOVIC BUCHARIN (1888-1938) il 17 Maggio 2022.





lunedì 18 aprile 2022

CLAUDIO DI SCALZO DETTO ACCIO: LA LOTTA CONTINUA. ALBUM COMUNISTA ILLUSTRATO.

 

COMUNISMO
Materiali di lavoro a cura di Lotta Continua. 
Autunno 1970.



Claudio Di Scalzo detto Accio

 LA LOTTA CONTINUA. ALBUM COMUNISTA ILLUSTRATO.


Questo Album, in progress, foto testi dipinti, lo dedico agli ex comunisti di Lotta Continua che ho letto e ritrovato on line e su carta stampata. In molti ex dirigenti e teorici del movimento politico cui appartenni e appartengo non pentito. Dal 1976 cessando ogni attività militante li avevo persi di vista; a parte Adriano Sofri perché vittima, assieme ad altri compagni, di una terribile e mostruosa operazione giudiziaria. Di questo accadimento scrissi nel libro “Vecchiano un paese. Lettere a Antonio Tabucchi” pubblicato per i tipi di Feltrinelli nel 1997.

I loro approdi abbraccianti le democrazie borghesi e reazionarie capitalistiche fino alla NATO fino al governo ucraino sorretto da battaglioni nazisti, senza mai usare nei loro interventi il vocabolario e patrimonio del marxismo e comunismo, contro gli imperialismi che attualmente si scontrano in Ucraina, il russo è neo-zarista ma i bolscevichi comunisti rovesciarono lo zarismo e il guerrafondaio Kerenskij e l'armate bianche sorrette da USA-GB-Europa e la democrazia capitalistica dei menscevichi, mi lasciano sconcertato e anche nauseato. Mai avrei creduto accadesse in questa maniera così eclatante un cambio di vita politica ed umana.

Se questi aderenti a Lotta Continua non han creduto più nel Comunismo in quanto avevano scritto teorizzato indirizzato per anni potevano tacere. Scegliere il silenzio. Vivere il loro appoggio alla riscoperta democrazia borghese capitalistica standosene muti. Ritirarsi convento. O anonima attività di volontariato. Intanto per rispetto di se stessi e poi per rispetto delle migliaia di comunisti che avevano in loro riposto fiducia. Io fra questi.

Prima di pubblicare foto attuali parto da una rivista COMUNISMO, n. 1, dell’Autunno 1970. Materiali di lavoro a cura di Lotta Continua.

Allora avevo 18 anni. Nel 1968 militavo nel Potere Operaio Pisano. Antecedente di Lotta Continua. Sofri mi chiamò “Piccola Guardia Rossa” per l’età che avevo. Gliene sono ancora grato. Ora sono un uomo di 69 anni. Dunque “Vecchia Guardia Rossa”. Rimasto comunista. E lo sarò per sempre! Anche per rispetto alla mia stirpe e a tutti i compagni che in Lotta Continua diedero la vita o pagarono con anni di galera la lotta contro il capitalismo i governi che lo rappresentavano e l’Imperialismo che organizzava stragi con l’utilizzo del fascismo italiano. Questa è Storia di parte, dalla parte del Movimento Operaio e Proletario. Nel 1921 iniziò il percorso. E più indietro nel 1917. E più indietro nel 1871. E più indietro nel 1848.

LOTTA CONTINUA. E bisogna rammentarla ancora raccontarla. Illustrarla. Oggi inizio.



Il pifferaio reazionario ex comunista di Lotta Continua 
per aggiungere al movimento operaio ancor più rovina. 
(Accio, 2022)




Da COMUNISMO cit. Pag. 1. Rileggano questo incipit gli ex comunisti di Lotta Continua.

CAPITALISMO E IMPERIALISMO SONO LA STESSA COSA.

In tutto il mondo l’umanità è divisa in classi che lottano tra di loro: da una parte le masse proletarie di tutti i paesi, che combattono lo sfruttamento e difendono la propria vita e il proprio diritto di viverla. Dall’altra l’internazionale dei padroni dei loro governi e dei loro servi: un sistema fondato sulla violenza e sullo sfruttamento che si chiama Imperialismo. L’Imperialismo è la forma che il capitalismo assume nella sua espansione mondiale. Imperialismo e capitalismo sono a stessa cosa: oggi dominano il mondo, domani cadranno insieme (…)




 

venerdì 11 ottobre 2019

Accio: Lenin di Clara Zetkin, Lenin di me a sedici anni e oggi



1968 - Trad. Goglia e Nobile - Lire 3,50 





Accio

LENIN DI CLARA ZETKIN LENIN DI ME A SEDICI ANNI E OGGI


Nel 1968, a sedici anni, me ne davo già allora uno meno essendo nato l’8 dicembre 1952 di sette mesi che a cose normali, appunto, avrei scollinato nel 1953, lessi il LENIN di CLARA ZETKIN, che la rivoluzionaria tedesca dedica al rivoluzionario morto da poco nel 1924.



Clara Zetkin




Il libretto spillato rosso della Samonà Savelli  a riaprillo m’à riservato sorpresa struggicòre  rosso. E ci scrivo proprio un mi’ riordo volentieri perché in rete ir libro c’è sortanto su Ebbei a 18 euro se uno vole comprallo. Ma der ‘ontenuto non c’è ombra rossa, sortanto quarche foto della rivoluzionaria amia da giovane della Luxemburghe e poi da anziana che mòre a Mosca in fuga dar nazismo ner 1933.

Quest’assenza la dice lunga sur destino del ‘Omunismo sur webbe. Cancellato se non per dinne male e mostruosizzarlo.

A stramonà e svilì e smerdà ‘Omunismo ‘Omunisti  e Rivoluzionari iniziarono ai tempi dei Giaobini la reazione bianca e borghese. Perché meravigliassi. Luigi XVI Maria Antonietta santi come lo Zar e la Zarina. ‘Anno continuato ar meglio per tutto ir novecento apoteosi cor webbe.

Ma allora andiamo a vedé ‘osa scrive Clara Zetkin di Lenin che mi ‘olpì ragazzo e ‘osa posso riavacci a quest'età di 66 anni con l’aggiunta der tempo a cui nun si scappa.

Partendo dall’incipitte:
“La grandezza del capo si armonizzava con la grandezza dell’uomo, ed è questo che ha reso caratteristica la figura di di Lenin, è per questo che egli rimane per sempre racchiuso come in un sarcofago nel grande cuore del proletariato mondiale, destino glorioso che era stato, secondo l’espressione di Marx, quello dei combattenti della Comune (…)








Per esse gran capo rivoluzionario bisogna essilo anche ‘ome omo. Senno le rivoluzioni non le vinci e ir popolo non ti segue.

La tomba di Lenin sta nel còre dei proletari comunisti non nel cristallo mummifiato come scrisse Majakovskij.
Marx  lo disse per primo: dobbiamo aver cura in noi dei rivoluzionari a partì da chi stava sulle barriate della Comune di cui non si riorda o ‘onosce il nome. Lenin dà a questi morti e compagni nome col Comunismo che con loro ombre e vivi realizza. Punto! Che altro c’è da aggiunge?

Il proletariato t’annusa a istinto rionosce chi è ‘omunista chi non lo è se s’avvia ir processo rivoluzionario. I teorici accademici che scrivon di ‘omunismo anche oggi questo fiuto ar popolo alla classe lo distorcono lo profumano lo neutralizzano. Ma a LENIN questa gente non la dava a bere! E sia detto nel mio ‘omunismo non m’ànno ‘onvinto nemmeno me né di loro mi son mai fidato. Non li ‘onsidero quando scrivo di rivoluzionari come la Zetkin e Lenin.

C’è chi scrive à scritto scrisse di ‘Omunismo e chi lo pratiò e insieme ci scrisse. Non è la stessa ‘osa. I primi anche oggi vargono poo i seondi molto. Lenin vale perché pratiò ir ‘omunismo e ne scrisse mentre lo pratiava.

La Zetkin lo afferma paro paro: Lenin rifuggiva il ruolo tronfio dell’intellettuale del colto perché era autentico e semplice. Anche mentre scriveva Stato e Rivoluzione e studiava Hegel. Punto.

Il Comunismo è pratica e teoria per dare forma a quanto è necessario. I combattenti per la rivoluzione tentano un ordine sociale superiore e Lenin era al loro servizio non sopra di loro.

Lenin non si può addomesticare in senso socialdemocratico o riformista o prenderne una parte tralasciando il resto. LENIN è il Comunismo che vincendo una rivoluzione può rivelarci il prima e il dopo. E questo serve. Al Comunismo deve servire oggi il fallimento storico che ha avuto. Ma Lenin ancora sta lì a darci una mano.

Se affermo sono LENINISTA faccio subito il voto attorno a me. Ma come? Accio ti garbano Pascoli  Pollok  Zeppelin Jazz… come fai  a dirti leninista? Come faccio?! Faccio che la poesia l’arte la musica dovrebbe essere praticata da tutti senza dargli valore di merce di scambio solo valore d’uso comunista. Punto. Non mi sembra un bello spettacolo quanto accade nell’occidentale commercio di arti web compreso. Silenzio. Svicolano. E chi li vede più!! Se dicevo e dico “sono leninista”.









Nelle pagine della Zetkin  sul suo“Primo incontro” con Lenin,  a sedici anni scrissi a lato, mi ‘ommovo un poinino a scoprillo, delle rimette “Rosa artista carezza posa alla Zetkin vista” e cioè La Luxembourg dice alla Zetkin vedendo Lenin che il russo aveva una volontà indomita cocciuta tenace tanto da buttà giù  a testate le mura che strizzavano il proletariato nella socialdemocrazia riformista. E aggiunge che “non cederà mai”. 
Che forza anche oggi la parola MAI.

Mai cedere pentirsi arrendersi contro le mire i vagheggiamenti i tradimenti del riformismo.
Lenin li combatteva già nel 1907 nella II Internazionale. Li annusava come ‘ontadino chi avrebbe tradito.




Clara Zetkin a Mosca





Perché sia detto la SOCIALDEMOCRAZIA è stata la rovina del proletariato del popolo, non il COMUNISMO.  
Causarono il fallimento della rivoluzione del 1848 in Francia, della Comune di Parigi nel 1871, il tradimento nella Prima Guerra Mondiale Imperialista, hanno fatto fallire le rivoluzioni in Italia e Germania, dove muore Luxembourg, in Baviera in Ungheria, la Rivoluzione Spagnola, hanno osteggiato l’Ordine nuovo il PCd’I e così via. Disarmato la Resistenza. Perché il PCI è diventato nel secondo dopoguerra una sorta di socialdemocrazia, lo vogliamo dire o no?!

Allora LENIN raccontato dalla CLARA ZETKIN serve eccome conoscerlo. OGGI:

L’altro aspetto che mi colpi nel Requiem Comunista di Clara Zetkin è come ella ravvisa la caratteristica di Lenin nella SEMPLICITÀ. Il rivoluzionario era amabile semplice naturale con i compagni. “Incapace di mostrarsi diverso da come è”.
Semplicità e capacità di scrivere teorizzare praticare il Comunismo.

Su quest’uomo ieri come oggi talmente tante parole di dileggio offesa sputtanamento rimozione che non ha uguale nella storia dell’umanità. Anche oggi. Oggi più di ieri. TUTTI possono e lo fanno sputare sulla fronte di Lenin. Anche in rete.

Io invece me ne sto con questo libretto nella soffitta di Vecchiano e la fronte del vecchio compagno se posso la carezzo. E ricordo mio zio LENINO che ne portò il nome tutta la vita ribattezzato a forza dai fascisti Beppino. 
Lenin ce l’avevo in casa nella stirpe. 
Questo nome come quello di mi-pà LIBERTARIO come quello der mi’ zio ALVARO che andò in Spagna con le Brigate Internazionali… valevano valgono più di mille libri d’ogni stazza e volume sul comunismo sulla cultura poesia letteratura arti. Perché sono il reale, il sangue, la postura comunista vissuta da compagni semplici, ma disposti a testate, come Lenino, di andare fino in fondo nel momento che il comunismo li chiamò all’azione.

Soltanto chi nella mia lunga vita ha portato rispetto a questa storia, semplice, comunista, che ho fatto conoscere, può stare  a contatto e in contatto  e vicino a me. Anche oggi con Clara Zetkin tra le mani. Sennò ne faccio a meno e, sia detto, non mi mancano.

Ecco perché, con questa postura, sono adatto a intende questo scritto della Zetkin. 
Non ci vòle la laurea per fallo o letture estètie. 
Ci vòle il fiuto. 
La semplicità per annusare quanto vale. 
Lo faccio.

Anche per fa’ intende ai nemici di classe che da leninista con me’ non ci posson fare affari o trastulli o venimmi a vènde merce che rifiuto da quando avevo sedici anni anzi quindici.